"Non solo la Puglia, ma tutta l’Italia avverte l’assurdità e il mistero che circonda la morte dei fratellini". È quanto afferma don Luigi Renna, docente di teologia morale all’Istituto Teologico Pugliese, che in una nota per il SIR riflette sul ritrovamento dei corpi di Francesco e Salvatore Pappalardi in fondo ad una cisterna nel centro di Gravina di Puglia. Per don Renna, "davanti all’innocenza di questo dolore, gratuito e inquietante, davanti a quei graffi sulle pareti della cisterna, sono due i tipi di interrogativi che sorgono: c’è un colpevole? Che senso ha tutto questo?". Le responsabilità, afferma il teologo, "saranno stabilite dagli inquirenti, e anche se la causa di queste morti fosse stato un incidente, ci rimarrebbe il cruccio che le nostre città nascondono dietro le loro bellezze artistiche, luoghi in stato di abbandono e degrado, che diventano il campo da gioco dei ragazzi. Che senso ha tutto questo? Sembra un duro colpo inferto alla speranza e alla fede, che mute, riconoscono solo nella logica della croce una risposta plausibile all’inspiegabile dolore innocente". Per Renna, "è dolce credere e sperare che i fratellini abbiano trovato in Cristo la consolazione che hanno invocato a lungo. A noi ancora una volta il compito di sanare le molte piaghe aperte, di non stancarci di cambiare queste città che rischiano di essere matrigne, e non madri, dei loro figli".