RU486: LEONE (UNIV. PALERMO), NO ALLA "BANALIZZAZIONE" DELL’ABORTO

"Anche se può essere meno traumatico rispetto a certe metodiche tradizionali, la RU486 è di per sé sempre un farmaco abortivo", e non uno "strumento anticoncezionale", come lo ha definito oggi il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, stando a quanto riferiscono alcune agenzie. A puntualizzarlo al Sir è Salvino Leone, docente di bioetica all’Università di Palermo, che esorta a "non banalizzare qualsiasi intervento abortivo, al di là del tasso di nocività maggiore o minore". La RU486, che in questi giorni ha incassato il primo "via libera" dall’Agenzia italiana del farmaco, in particolare secondo Leone "induce nell’immaginario collettivo l’idea che basta una pillola per ‘risolvere’ il problema". Quanto alle dichiarazioni di Bertinotti, secondo il quale con la RU486 possiamo "essere rassicurati sia sul lato di civiltà sia su quello del rispetto della persona", per Leone "occorre chiedersi cosa significhi veramente stare a fianco delle donne: salvaguardare l’idea della maternità ed il rispetto del bambino dovrebbe essere la prima preoccupazione delle donne stesse, oltre che della società, chiamata certo ad aiutare le donne a superare situazioni oggettivamente difficili, ma senza arrivare ad ‘eliminare’ il bambino". Più che "concentrarsi tropo sulle questioni legislative", propone allora Leone, in Italia "si dovrebbe soprattutto portare avanti una battaglia di carattere culturale".