"Vogliamo digiunare scrive mons. Lambiasi nella lettera – per protestare con la forza della non-violenza contro la violenza dei miti dei nostri giorni: l’individualismo, l’edonismo, il consumismo, ma soprattutto questo disinvolto relativismo morale che ci sta fiaccando tutti". Da che cosa digiunare? "Da tutto ciò aggiunge – che nel vocabolario cristiano si chiama peccato: dalle parole cattive, dai pensieri negativi, dalle immagini violente, ma anche da ciò che è eccesso e «sballo». In questo senso il digiuno alimentare non sarà che un segno del nostro voler camminare in controtendenza rispetto alla mentalità corrente che ci propone in modo sempre più arrogante l’idolatria del dio Denaro («più guadagni e meno ti lagni»), la dea Immagine («apparire per non morir»), il dio Successo («più bravo sei, più felice sarai»)".