"Si tratta – rileva Maffeis di un salto che, a ben vedere, è anche a livello culturale. Rimanda, cioè, all’idea che un Paese ha della famiglia e delle sue responsabilità. Da qui discenderà a cascata il resto: il superamento delle molteplici forme di penalizzazione della donna, la qualità dei servizi per i bambini e per gli anziani, le riforme necessarie per conciliare i tempi della casa con quelli del lavoro, il riconoscimento della dignità della famiglia…". Dello stesso parere, Adriano Bianchi (Brescia), che aggiunge: "Non a caso l’Italia è agli ultimissimi posti nel mondo e all’ultimo in Europa per tasso di natalità e il problema nazionale principale è l’invecchiamento della popolazione. Generare figli in Italia è costoso e per di più si è penalizzati da un sistema politico, amministrativo e fiscale che non aiuta di certo a mettere al mondo nuove creature, a crescerle. Perché con 100 da soli si è ricchi, con 100 in sei si è poveri. Tocca ai cittadini firmare quella petizione. Tocca a coloro che sentono la giustizia sociale e la solidarietà come imprescindibili. Tocca a tutti noi. Firmare e far firmare. Perché impegnarsi per raccogliere le firme, è impegnarsi per il futuro".