PREMATURI: AMCI (MEDICI CATTOLICI), "NON NEGARE LE CURE SE CI SONO POSSIBILITÀ ANCHE MINIME DI VITA" (2)

Illustrando le motivazioni dell’impegno dei medici per salvare il feto vitale dopo un aborto, il presidente dei Medici cattolici di Roma afferma: "Tale comportamento risponde anche alla legge 194 che si esprime nell’art.9 in maniera netta e precisa: l’obiezione di coscienza esonera il personale sanitario a determinare l’interruzione della gravidanza ‘ma non all’assistenza antecedente e conseguente all’intervento’. Pertanto chi non ottempera alle procedure di rianimazione di un feto che nasca vivo, indipendentemente da qualunque altra considerazione, disattende i canoni della legge 194". "Sempre riguardo alla 194 – prosegue Splendori – ci auguriamo inoltre che le raccomandazioni emanate dal ministro della Salute tengano conto dei progressi delle tecniche rianimatorie e che i medici tutti degli ospedali romani autonomamente si diano un codice di comportamento, già sperimentato in altre regioni che non consenta l’interruzione volontaria della gravidanza quando vi siano concrete aspettative di vitalità del feto". (segue)