DON ANDREA SANTORO: TIERRABLANCA (ISTANBUL), "DESIDERAVA IL BENE DELLA SUA GENTE"

"La sua testimonianza di preghiera nel momento in cui è stato ucciso resterà sempre per noi un esempio di vita". Lo scrive per il Sir Ruben Tierrablanca della Fraternità di Santa Maria Draperis, ad Istanbul, ricordando a due anni dalla sua morte don Andrea Santoro, il sacerdote romano ucciso nella piccola Chiesa di Trebisonda mentre era inginocchiato a pregare. "Oltre al servizio ai pochissimi cristiani della sua parrocchia, il rapporto con il popolo turco di religione musulmana era la sua esperienza quotidiana, desiderava il bene della sua gente, non solo nella dimensione religiosa, ma anche di giustizia sociale, sempre spinto però dalla sua fede". "La testimonianza che ci ha lasciato don Andrea Santoro, offrendo la vita per il suo gregge, ci impegna a portare avanti il dialogo con i fratelli dell’Islam e in modo particolare con coloro che come noi hanno fatto della preghiera un’opzione fondamentale per esprimere la fede, dono destinato a fruttificare in questa terra che ci ospita".