SERBIA: MONS. HOCEVAR (BELGRADO), "SUL KOSOVO NIENTE SCELTE AFFRETTATE"

Un processo di riforme per fronteggiare la povertà, la mafia e la corruzione, creare un sistema capillare di istruzione, procedere verso l’Ue ma senza mettere a rischio l’identità serba. E sul Tribunale penale internazionale e Kosovo, un invito a "purificare la storia partendo dalla Seconda Guerra mondiale e non dagli anni 90 e niente scelte affrettate". Dopo la rielezione di Boris Tadic alla presidenza serba, domenica 3 febbraio, l’arcivescovo metropolita di Belgrado, mons. Stanislaw Hocevar, parla delle priorità del Paese. In un’intervista al Sir (su old.agensir.it) il presule afferma che dal voto emergono "un chiaro orientamento europeista e la richiesta di maggiore attenzione alla povertà e alla lotta contro mafia e corruzione". Secondo Hocevar "il voto è un invito a tutti politici perché si diano da fare per migliorare le condizioni del popolo attuando riforme, e all’Europa, perché non si limiti solo a favorire l’ingresso nell’Ue ma aiuti concretamente la popolazione". "In Serbia manca anche un sistema capillare di scuole, istituti scolastici e università" denuncia l’arcivescovo per il quale un eventuale ingresso nell’Ue "non deve mettere a rischio l’identità serba" formata da "una cultura cristiana orientale". (segue) (dnr)