"L’anima europea della Serbia è uscita ancora una volta vincente", e la popolazione ha dimostrato "la volontà di essere protagonista in un momento particolarmente delicato nella storia del proprio Paese: un passo ulteriore verso l’apertura al resto del continente e l’adesione all’Unione Europea". Mauro Ungaro, esperto di politica balcanica, commenta così in una nota per SIR Europa l’esito del ballottaggio del 3 febbraio, che ha portato alla rielezione a presidente del democratico moderato Boris Tadic. Ungaro sottolinea l’altissima percentuale dei votanti e il rilevante contributo delle "numerose minoranze etniche presenti nel Paese". Quanto al Kosovo, la vittoria di Tadic, che ha più volte definito "inaccettabile" la pretesa di proclamazione unilaterale di indipendenza, per Ungaro può "rimescolare le carte ed è probabile che Unione Europea e Stati Uniti frenino il leader kosovaro Thaci". Intanto, il 7 febbraio Serbia e Unione Europea firmeranno un impegno di cooperazione nei settori della cultura, della ricerca scientifica, dell’economia e nella disciplina per i visti d’ingresso. "È tempo per le diplomazie di rimettersi attorno ad un tavolo conclude l’esperto – per ricercare, insieme le soluzioni migliori, per il futuro dell’intera area".