"Quando proclama la sua totale autonomia da Dio, l’uomo contemporaneo diventa schiavo di sé stesso e spesso si ritrova in una solitudine sconsolata". Lo ha detto il Papa, nella catechesi dell’udienza generale di oggi, interamente dedicata alla Quaresima, "tempo liturgico forte" che "ci provoca a imprimere un più deciso impulso alla nostra esistenza cristiana". La "conversione", ha spiegato il Papa, "comporta porsi umilmente alla scuola di Gesù". Di qui la centralità di una domanda: "La conquista del successo, la bramosia del prestigio e la ricerca delle comodità, quando assorbono totalmente la vita sino ad escludere Dio dal proprio orizzonte, conducono veramente alla felicità? Ci può essere felicità autentica a prescindere da Dio?". "L’esperienza dimostra la risposta di Benedetto XVI – che non si è felici perché si soddisfano le attese e le esigenze materiali", e che "la sola gioia che colma il cuore umano è quella che viene da Dio". "Né le preoccupazioni quotidiane, né le difficoltà della vita riescono a spegnere la gioia che nasce dall’amicizia con Dio", ha proseguito il Pontefice, secondo il quale "l’invito di Gesù a prendere la propria croce e a seguirlo può forse apparire duro e mortificante per il nostro desiderio di realizzazione personale", ma "non è però così", come dimostra la "testimonianza dei santi" .