EMBRIONE DI NEWCASTLE: PESSINA (CATTOLICA), NO A "MANIPOLAZIONE GENETICA DEI PROPRI FIGLI" (2)

"L’opinione pubblica – prosegue il direttore del centro di bioetica – viene emotivamente coinvolta in una valutazione ora solleticando fantasie di mostri, ora evocando affetti legati alla possibilità di dare figli sani a coppie segnate da malattie genetiche". Per lo studioso, "l’idea che si possa generare qualcuno con riserva, cioè riservandosi poi di farlo sviluppare o no, in base ad un controllo di qualità biologica effettuato da tecnici di laboratorio, sembra essere la riedizione di un arcaico diritto di vita e di morte sui propri figli: presunto diritto che è stato e continua ad essere esercitato, malgrado i proclami a tutela della dignità dell’uomo e della sua irripetibile individualità". L’esperimento effettuato "in chiaro disprezzo alla Convenzione di Oviedo" dimostra, secondo Pessina, che "le varie carte dei diritti si trasformano in diritti di carta laddove ci sono soggetti che non sono in grado di rivendicarli e farli rispettare perché non ne hanno le condizioni". "Gli sviluppi della ricerca scientifica e le possibilità di manipolare le strutture biologiche di un essere umano nelle fasi più delicate del suo sviluppo – conclude lo studioso – richiedono una nuova coscienza morale" e "una diffusa consapevolezza delle responsabilità che l’estensione del nostro potere tecnologico ci impone".