GIORNATA DEL MALATO: MONS. NOSIGLIA (VICENZA), "L’ALTISSIMA DIGNITA’" DEI "VISSUTI DI SOFFERENZA"

"Le storie di solidarietà e di comunione che tante famiglie scrivono nel tempo della malattia, sono una testimonianza di quel prendersi cura che nasce dall’amore, dalla tenerezza e dalla condivisione e sanno restituire ai vissuti di sofferenza la loro altissima dignità": lo scrive il vescovo di Vicenza, mons. Cesare Nosiglia, nella Lettera ai fedeli per la Giornata mondiale del malato (11 febbraio) dal titolo "In famiglia Cristo guarisce e salva". "E’ indubbio – prosegue – che la presenza nella comunità familiare di persone gravemente ammalate, o di qualcuno affetto da disabilità o da patologie estreme e devastanti, è causa di profondi disagi e produce situazioni non facilmente sopportabili… E ciò nonostante vediamo come la famiglia sa anche reagire di fronte all’ineluttabile, con risorse inaspettate di prossimità, di maturità umana e cristiana. La sofferenza può diventare addirittura occasione di un avvicinamento più autentico a Dio e al prossimo, come anche di apertura alla preghiera". La lettera di mons. Nosiglia sviluppa e amplia il messaggio della Cei per la Giornata del Malato che ha per tema "La famiglia nella realtà della malattia". Tra l’altro, Nosiglia affronta anche il ruolo del medico di famiglia, del volontariato, della comunità cristiana, dei giovani nei confronti delle famiglie con malati.