Le proposte di boicottaggio e di delegittimazione di Israele, invitato d’onore dalla Fiera del libro di Torino sono "certamente da respingere". Ma proprio perché l’invito cade nel 60° della fondazione di questo Stato, "non si può ignorare o dare per scontata la complessità dei problemi politici, culturali e identitari con cui esso oggi deve misurarsi". E’ pertanto necessario "fare uno sforzo in diverse direzioni, con una visione aperta e critica" quale è quella di uomini di cultura. E’ quanto scrivono oggi, in una nota, Janiki Cingoli direttore del Centro italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo) e esponenti dell’istituto Salvemini di Torino, Marco Brunazzi, Vicky Franzinetti, Stefano Levi Della Torre, Claudio Vercelli. La nota invita a fuoriuscire dal vicolo cieco del boicottaggio, chiesto da intellettuali arabi, fornendo alcune proposte di riflessione: "innanzi tutto, il problema delle storie e della memoria. La nascita di Israele è percepita dai palestinesi come una catastrofe. Ci sono importanti esperienze di storici israeliani e palestinesi che su questi temi si confrontano e a volte collaborano, con risultati importanti, e significative esperienze anche nel campo della didattica". (segue)