PREGHIERA PER GLI EBREI: PIERO STEFANI, "ATTENZIONE ALLE VERSIONI SEMPLIFICATE"

Bisogna fare attenzione alle "versioni semplificate" che si danno alle notizie perché altrimenti "non si aiutano le persone a capire" né si "danno le giuste coordinate" per rispondere. Lo tiene a precisare Piero Stefani, biblista ed ebraista, prima di commentare la nuova formulazione della preghiera per gli ebrei della liturgia del Venerdì Santo disposta da Benedetto XVI e pubblicata ieri sull’Osservatore Romano. "Il punto fondamentale da capire – spiega lo studioso – è che il Papa ha modificato la preghiera per gli ebrei in latino che c’era nel messale del 1962. Ciò significa, in sostanza, che la maggioranza delle persone, non pregherà con questa versione. Questa la pronunceranno soltanto coloro che pregheranno con la messa in latino" nella versione risalente al 1962 ed autorizzata da Papa Benedetto XVI con il Motu Proprio "Summorum Pontificum". "Sarà quindi – aggiunge il biblista – una preghiera per un gruppo estremamente limitato di persone. Se si legge la preghiera attuale (quella del Messale di Paolo VI, ndr), il discorso è completamente diverso". (segue)