Domenica 10 gennaio si celebra la Giornata del ricordo che commemora le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. In occasione di questo appuntamento, "Vita Nuova", il settimanale della diocesi di Trieste pubblica sull’ultimo numero (da oggi in distribuzione; www.vitanuovatrieste.it) un’intervista allo storico Roberto Spazzali, autore di diversi studi sulle foibe, con l’obiettivo spiega il direttore del giornale diocesano, Fabiana Martini di "capire insieme a lui il significato più profondo del fare memoria e i possibili percorsi per far cadere non solo i confini geografici, ma anche quelli più tenaci tra le coscienze" degli uomini. "Il vero problema afferma Spazzali – è l’eredità morale della storia, con troppa leggerezza rimessa in discussione. Certo, quando un esercizio di memoria è introdotto per legge c’è il pericolo che esso provochi una reazione opposta, di distacco, perché sentito come un atto dovuto, artificiale, e comunque pericolosamente estraneo. Spesso le cerimonie hanno seguito una liturgia eccessivamente retorica, nei gesti e nei discorsi: oggi sarebbe necessario sostituire alla parola commemorativa il silenzio, e casomai lavorare di più sull’educazione alla memoria presso le giovani generazioni". (segue)