Nella parte conclusiva della prolusione, il card. Bagnasco ha parlato di una "serie di rischi che diremmo oggi − non negoziabili, in quanto minano il bene costitutivo della persona, ossia ‘tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario (..) tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni disumane di vita, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni di lavoro". Ha poi rilevato "le attese più urgenti e i problemi indilazionabili che la popolazione avverte con crescente disagio e per i quali attende risposte credibili, concrete e rapide. In estrema sintesi e semplificando potremmo parlare del ‘problema della spesa’ – ha detto, facendo riferimento all’esigenza di "aumento dei salari minimi, alla difesa del potere d’acquisto delle pensioni, dall’emergenza abitativa alle iniziative di sostegno della maternità, dalle misure per una maggiore sicurezza nei posti di lavoro, al miglioramento di alcune fondamentali infrastrutture a servizio anche dei pendolari". Ha quindi auspicato che "all’indomani del voto ci (sia) una spinta convergente, nel rispetto dei ruoli che il corpo elettorale vorrà assegnare, per affrontare realmente queste situazioni".” ” ” “