In Italia, è la tesi di fondo dell’Eurispes, "la pressione fiscale riconducibile all’Irpef, sia in ragione delle modalità di determinazione della base imponibile che della curva delle aliquote, è complessivamente troppo elevata, e dovrebbe essere innanzitutto ridotta in termini assoluti, mediante una riduzione pro capite del prelievo Irpef". Secondo l’Istituto, inoltre, "una minore fiscalità agevolerebbe l’emersione di una vasta area dei redditi oggi occultati dallo Stato. La lotta all’evasione si combatte con l’introduzione di un modello di tassazione incentivante e non con l’affermazione di un modello di ‘contrasto’ generalizzato". L’Eurispes chiede, quindi, "un fisco giusto e non vessatorio che sia sostegno della spesa pubblica del Paese nonché motore e leva della società pubblica ma anche fulcro per il rilancio e la crescita; un fisco che affianchi e sostenga le migliori energie del paese e non diventi uno strumento di oppressione e di gravame per il proprio sviluppo economico". C’è poi, secondo l’Eurispes, "l’esigenza di esemplificare il sistema nel suo complesso": in Italia, si legge infatti nel documento presentato oggi, "non solo il prelievo è molto alto ma è anche difficile pagare le imposte". Perfino per il contribuente in regola "permane il rischio di una contestazione tributaria che può determinare un ulteriore aggravio in termini di pagamento delle imposte".