Domenica di preghiera in Iraq per chiedere la liberazione di mons. Faraj P. Rahho, arcivescovo di Mosul, rapito lo scorso 29 febbraio. All’appello di Benedetto XVI, all’Angelus, "trepidiamo ancora ha ricordato il Pontefice – per la sorte di mons. Rahho e di tanti iracheni che continuano a subire una violenza cieca ed assurda, certamente contraria ai voleri di Dio", si è aggiunto, secondo quanto riferisce il sito Baghdadhope, un incontro ecumenico a Baghdad cui hanno partecipato tra gli altri il card. Mar Emmanuel III Delly, mons. Avak Asadorian, vescovo della Chiesa armena apostolica, mons. Francis Assisi Chullikat, nunzio apostolico in Giordania ed Iraq. Tra i presenti anche Abdallah Naufali, responsabile dell’ufficio per gli affari dei non musulmani del governo iracheno che al sito Ankawa.com ha ribadito come mons. Rahho debba essere considerato un messaggero di pace. Resta alta la preoccupazione intorno a padre Rahho anche perché i rapitori non gli hanno mai permesso di parlare al telefono con chi sta conducendo le trattative, malgrado le esplicite richieste in tal senso.