"Dare un segno evidente dell’importanza che riveste per la Chiesa italiana il tema della formazione dei laici" e nello stesso tempo "offrire alle istituzioni accademiche deputate alla formazione teologica un punto di riferimento capace di interagire sia con esse sia con le proposte e le emergenze maturate e che continuano a maturare". Così mons. Nunzio Galantino, responsabile del Servizio nazionale per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose, ha sintetizzato il compito del nuovo organismo istituito dalla Cei. Aprendo a Roma il Convegno delle Facoltà teologiche e degli Istituti superiori di scienze religiose, Galantino ha sottolineato come una delle "Novità" della Nota per gli Istituti Superiori di Scienze Religiose, approvata dalla Congregazione per l’Educazione cattolica ed invia di pubblicazione, è l’invito ad "allargare la tipologia di ‘specializzazioni’ offerte dagli Istituti, in vista di nuove forme di ‘professionalità’ al servizio della vita ecclesiale e dell’animazione cristiana della società". Di qui la necessità di "avviare un processo di riordino globale della formazione teologica, strutturandola secondo due distinti percorsi; l’uno accademico, che si attua nelle Facoltà teologiche e negli Istituti ad esse collegati; l’altro non accademico, che viene proposto nelle Scuole di formazione teologica attraverso specifici percorsi formativi".