Per il costituzionalista "il richiamo così ‘concreto’ del card. Bagnasco non deve meravigliare: in esso non vi è alcuna linea materialistica o consumistica, ma, piuttosto una linea che guarda all’essenziale e, se ce ne fosse bisogno, conferma l’attenzione della Chiesa per l’uomo rammentando che esistono anche dei diritti economico-sociali garantiti dalla Costituzione e da diverse Convenzioni internazionali, connessi peraltro alla dignità della persona umana". Di qui "il dovere all’impegno e l’invito della Chiesa ai partecipanti alla competizione elettorale ad indicare le risposte che intendono fornire a questi problemi anche materiali: una forma di politica ‘concreta’ che si deve inserire in una cornice ‘alta’, perché secondo Mirabelli le due dimensioni devono convergere nella ricerca del bene comune". Occorre "dare un fondamento etico e di solidarietà alla convivenza prosegue il giurista -: non siamo una somma di individui, è il nostro destino comune a chiederci di adoperarsi per la realizzazione del bene di tutti. Un’idea di comunità e solidarietà contenute nell’art. 2 della Costituzione che parla di diritti inviolabili e doveri inderogabili sia per quanto riguarda le persone, sia per quanto riguarda le formazioni sociali, il mondo del lavoro, dell’impresa e della politica". (segue)