L’auspicio che il nuovo Governo arrivi a vietare l’esercizio della prostituzione in strada, pensando il divieto non soltanto per le strade ma "vietando la prostituzione ovunque, non regolamentando né legalizzando il meretricio": questi intenti sono stati espressi in una nota della Comunità Papa Giovanni XXIII, a firma del responsabilità generale Giovanni Paolo Ramonda. "La dignità e l’intangibilità della persona, della donna, delle migliaia di minorenni scrive Ramonda e quindi della quasi totalità di donne costrette alla prostituzione, tutte straniere, è da riscattare. Non è giusto e noi non possiamo tacere nell’assistere alla strisciante volontà di coloro che per combattere il racket della prostituzione, di fatto lo vogliono agevolare creando per loro gli spazi della compravendita e sfruttamento della persona". La Comunità chiede a tutti i Sindaci di "applicare con le leggi vigenti ogni misura di contrasto alla domanda, sollecitando le Forze dell’Ordine a perseguire i magnaccia rilevando la riduzione in stato di schiavitù che molte donne subiscono. Il grido delle tante ragazze abbandonate e molte uccise a causa della prostituzione scuota le coscienze conclude la nota affinché la liberazione delle schiave diventi tra le priorità in questo terzo millennio".