BENEDETTO XVI: UDIENZA, "ASSURDA" LA CONDIZIONE DEI DETENUTI CONDANNATI E TORTURATI (2)

In carcere, ha ricordato il Papa a braccio, Boezio cerca "consolazione, luce, saggezza", e "ha saputo distinguere tra beni apparenti, amicizie apparenti, e beni veri, che non scompaiono. Il bene vero, che non scompare, è Dio". Boezio, in particolare, per Benedetto XVI "ci insegna a non cadere nel fatalismo: non governa il fato, la fortuna, governa la Provvidenza. E la Provvidenza ha un volto, con la Provvidenza si può parlare perché Dio è la provvidenza". "Anche nel carcere – ha assicurato il Pontefice –rimane la possibilità della preghiera, del dialogo con Colui che ci salva. Il fatto elimina la possibilità della preghiera, mentre la Provvidenza ci permette di stare in amicizia con Dio". "L’avversa fortuna – ha aggiunto Benedetto XVI riferendosi ancora alla condizione di chi si trova carcerato – permette di discernere i falsi amici dai veri e fa capire che nulla è più prezioso per l’uomo di un’amicizia vera. Le difficoltà della vita non soltanto rivelano quanto l’avversa fortuna sia effimera e di breve durata, ma si dimostrano perfino utili per individuare e mantenere gli autentici rapporti tra gli uomini".