"Anche noi viviamo in un tempo di incontro tra culture", dove "il pericolo è la violenza che distrugge le culture": di qui "l’impegno necessario per trasmettere i grandi valori, insegnarli alle nuove generazioni,per una via di riconciliazione e di pace". Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha concluso l’udienza generale di oggi, ed ha” “attualizzato il messaggio di Marco Aurelio Cassiodoro, "protagonista" con Boezio della catechesi pronunciata da Benedetto XVI dianzi a circa 13 mila fedeli.” “Calabrese, nato a Squillace verso il 485 e morto "pieno di giorni" a più di 90anni, intorno al 580, Cassiodoro, come Boezio, fu un uomo "di alto livello sociale", che "si dedicò alla vita politica e all’impegno culturale come pochi altri nell’occidente romano del suo tempo". In particolare, "concepì l’idea di affidare ai monaci il compito di recuperare, conservare e trasmettere ai posteri l’immenso patrimonio culturale degli antichi, perché non andasse perduto".” “Per questo Cassiodoro fondò "Vivarium", un cenobio dove era "preziosissimo e irrinunciabile il lavoro intellettuale dei monaci". Per Cassiodoro, "la ricerca di Dio resta lo scopo permanente della vita monastica", ma ciò non togliere che "una migliore fruizione della Parola rivelata si può raggiungere con l’utilizzazione delle conquiste scientifiche e degli strumenti culturali profani già posseduti dai greci e dai romani".