"Una cultura della sicurezza sul lavoro diffusa e patrimonio di ogni persona": è quanto auspica mons. Paolo Tarchi, direttore Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro, nell’editoriale del numero in uscita del settimanale cattolico "Toscana Oggi" www.toscanaoggi.it. Con riferimento all’emergenza incidenti e morti sul lavoro secondo l’Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro vi è un morto ogni sette ore con circa un milione di incidenti l’anno , e al testo unico approvato in questi giorni ad integrazione della legge 626/94, mons. Tarchi afferma che le "buone leggi non bastano". "Occorre investire in informazione e formazione anche nelle piccole e medie imprese che rappresentano in Italia oltre il 90% delle aziende. Convincersi che la sicurezza conviene" a tutti. Per il direttore dell’Ufficio Cei "è necessario liberare le ingenti risorse (13 miliardi disponibili presso l’Inail) per la formazione nei posti di lavoro, nelle scuole e per il sostegno alle famiglie colpite da incidenti gravi o da morti sul lavoro". Occorre "andare oltre l’emotività, sentendo la responsabilità pastorale di promuovere la vita in ogni momento, preoccupati di un lavoro dignitoso per ogni persona e solidali con chi troppo spesso è dimenticato".