"E’ ovvio il commento di Benedetto XVI che l’essere umano non può gettare via letteralmente la propria anima, dal momento che è essa a renderlo persona. Eppure ha la spaventosa possibilità di essere disumano, di rimanere persona vendendo e perdendo al tempo stesso la propria umanità". In altre parole, per il Papa "la distanza tra la persona umana e l’essere disumano è immensa, eppure non si può dimostrare; è la cosa realmente essenziale, eppure è apparentemente senza importanza". Così è per lo Spirito Santo, ha spiegato il Santo Padre ai giovani: "Se penetra nella persona, oppure no, non lo si può vedere né dimostrare; ma ciò cambia e rinnova tutta la prospettiva dell’esistenza umana. Lo Spirito Santo non cambia le situazioni esteriori della vita, ma quelle interiori". Di qui la necessità di un "sincero esame di coscienza", attraverso il "ministero della riconciliazione", con il quale "confessiamo i nostri peccati, proponendoci di rimanere sempre sulla strada della conversione". La "vera gioia", secondo il Papa, "deriva dalla misericordia di Dio, si riversa nei nostri cuori e ci riconcilia con Lui". E’ una "gioia contagiosa"; ha assicurato il Pontefice, esortando i giovani a farsi "testimoni" di essa.