Tra le proposte, quella di modificare la contrattazione collettiva "per conciliare tempi di vita ed esigenze di produttività". Le Acli dicono sì al compenso minimo legale e alla formazione permanente "come protezione sociale". Centrale il tema della famiglia, "da sostenere e promuovere riconoscendola come soggetto sociale autonomo, a partire dal sistema fiscale. Di qui la preferenza per "il sistema delle deduzioni rispetto a quello delle detrazioni" e l’importanza dell’introduzione del quoziente familiare. Ulteriore proposta, "un’alleanza per lo sviluppo del Mezzogiorno". "E’ necessario, spiega Olivero, "un programma di valide ed essenziali infrastrutture", ma "la più grande, necessaria e importante opera pubblica per il Sud è la costruzione, il sostegno e lo sviluppo della società civile, il fare società". Superare la Bossi-Fini è la priorità delle Acli sul terreno dell’immigrazione, "facilitando la permanenza degli immigrati regolari in Italia e i ricongiungimenti familiari", e riconoscendo lo jus soli ai bambini che nascono in Italia e il diritto di voto amministrativo agli immigrati stabilmente residenti". Le Acli chiedono infine al futuro governo di sostenere il ruolo di mediatore di pace dell’Unione europea e promuovere contemporaneamente la cooperazione".