EUROPA: CARD. SCOLA (VENEZIA), IL PE "NON SI PRONUNCI SU MATRIMONIO, VITA E FAMIGLIA" (2)

"Le eventuali differenze che potrebbero emergere fra tradizioni e culture del Nord e del Sud, come quelle tra l’Ovest e l’Est del Vecchio Continente, possono diventare fattore di arricchimento comune solo all’interno di un quadro istituzionale che, in forza del principio di sussidiarietà,impedisca egemonie culturali violente e antistoriche". Cifra del dialogo interculturale ed interreligioso è, per i cristiani, "la testimonianza". "Solo l’autoesposizione testimoniale" che "nella sua espressione culmine, si chiama martirio", ha affermato il card. Scola, "realizza in modo compiuto il dialogo interculturale e interreligioso. Nel singolo atto di testimonianza la libertà che decide irrevocabilmente di sé utilizza ogni circostanza ed ogni rapporto per manifestare la sua adesione alla verità". All’inizio della relazione il Patriarca aveva sottolineato che "l’interculturalità appartiene al dna europeo" e che "il nucleo vitale in cui nella matrice di Roma, si formò l’identità europea, è la secondarietà ovvero la capacità di Roma di comunicare non ciò che aveva prodotto ma ciò che aveva ricevuto". Per il card.Scola: "atteggiamento romano e atteggiamento cristiano segnano l’identità europea dandole un carattere interculturale". Quindi "rinunciare alla secondarietà comporterebbe per l’Europa la paralisi della propria traditio" e l’inizio del "suo tramonto".” ” ” “