Oggi nel mondo ci sono circa 218 milioni di bambini e bambine che lavorano (dati dell’Organizzazione mondiale del lavoro). Una parte di loro lavora in condizioni inaccettabili. Altri lavorano in condizioni decenti, per aiutare le famiglie. Piccoli artigiani, contadini, pastori, tessitori, facchini, strilloni, venditori ambulanti, sciuscià, domestiche, babysitter. Questi ultimi, rappresentati nel mondo dalle reti Nats (acronimo spagnolo: Ninos y adolescentes trabajadores), conducono da anni una battaglia per il diritto dei bambini ad un "lavoro in condizioni dignitose", per continuare a sostenere le loro famiglie senza rinunciare agli studi. I responsabili dei movimenti sociali dell’America Latina si riuniscono da oggi e fino al 21 marzo a Bogotà, in Colombia, per il VII Incontro latino-americano Molacnats. Parteciperanno adolescenti ed adulti da Venezuela, Colombia, Perù, Ecuador, Paraguay, Argentina, Cile e Guatemala. "Il protagonismo dei movimenti sociali Nats in America Latina sta avanzando spiega da Lima Cristiano Morsolin, educatore con esperienze in diversi Paesi latino-americani e in molti Paesi, soprattutto Bolivia e Venezuela, si stanno facendo dei passi in avanti verso la piena cittadinanza dei bambini e adolescenti lavoratori". All’incontro di questi giorni parteciperanno anche esperti europei e rappresentanti di ong internazionali, tra cui Save the children.