"Una rinnovata coscienza della Chiesa contemporanea circa la centralità del martirio nella vita dei credenti". E’ questo, secondo mons, Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, il significato della giornata di preghiera per i "nuovi martiri", che si celebra il 24 marzo, lunedì dell’Angelo, giorno del martirio dell’arcivescovo salvadoregno Oscar Arnulfo Romero, ricordato da Giovanni Paolo II nella celebrazione per i "nuovi martiri", il 10 maggio del 2000 al Colosseo. Quella di Romero, spiega il vescovo, è "una morte nella quale oggi vengono come raccolte tutte le altre morti. Sino all’ultima, quella di un mons. Rahho", un altro vescovo "vittima della violenza che vede i cristiani continuare a dare il contributo di sangue". "Il martirio è parte integrante del Vangelo, ne è il cuore", ricorda Paglia in una nota per il settimanale regionale umbro "La Voce", in cui cita un ricordo personale: "Il 5 febbraio scorso mi trovavo a Trebisonda per ricordare il secondo anniversario di don Andrea Santoro. Ho voluto sedermi all’ultimo banco dove lui stava pregando mentre venne ucciso con due colpi di pistola. Aveva in mano una Bibbia. Dei due colpi sparatigli contro uno gli passò il cuore e forò la Bibbia, come a voler legare con il sangue quel cuore e quella Bibbia".