DIOCESI: MONS. STAGNI (FAENZA), PADRE BADIALI PENSAVA"DI NON ESSERE A MISURA DI MARTIRE"

"La croce non la scelgo io, sono gli altri che te la danno. E’ successo a Gesù e succede a chiunque procede verso il cammino del Vangelo". A ricordare queste parole di padre Daniele Badiali, il giovane sacerdote faentino ucciso in Perù il 18 marzo 1997, è stato oggi mons. Claudio Stagni, vescovo di Faenza-Modigliana, durante l’omelia della messa per l’anniversario dell a maorte. A padre Badiali, ha detto il presule, apparteneva "la consapevolezza di non essere a misura di martire": "non poteva che essere sincera", ha commentato mons. Stagni, "anche perché, pur sapendo dei pericoli che potevano esistere, era impensabile ipotizzare ciò che poi avvenne". "Insieme al sacrificio di padre Daniele, nella vicinanza del 24 marzo, giornata in cui si ricordano i missionari uccisi a causa del Vangelo – ha proseguito il vescovo – vogliamo ricordare in particolare quelli dello scorso anno, che sono stati 21, di cui 15 sacerdoti, e di questi uno era italiano. Ricordiamo anche l’arcivescovo caldeo di Mosul morto martire una settimana fa in Iraq". Poi il presule si è soffermato sul legame tra passione e risurrezione: "Non è possibile – ha detto – dividere questa realtà; ogni tentativo è una illusione. Inseguire la felicità pensando di evitare la sofferenza che purifica, è l’inganno che viene contrabbandato con abbondanza dai falsi profeti di questo mondo".