ITALIANI AL VOTO: CENSIS, UNO STUDIO SU "ABITUDINI E SORPRESE" ELETTORALI

"Abitudini e sorprese nel voto degli italiani" è il titolo della ricerca, condotta sulle tornate elettorali del 1996, 2001 e 2006, che il Censis ha presentato oggi, nella giornata annuale in memoria del fondatore dell’istituto, Gino Martinoli, che, pure "all’universo della politica rimase estraneo". Un scelta che è una "provocazione", dicono il presidente Giuseppe De Rita e il direttore generale Giuseppe Roma, "di fronte al diluvio di sondaggi, che tentano con sempre maggiore difficoltà di fissare la volatilità estrema del voto" dei connazionali. In questa situazione, di "incertezza" e di "razionalizzazione politica", con la "creazione di partiti frutto della convergenza di soggetti politici diversi",può essere utile, affermano gli studiosi, "definire le dominanti di fondo" che orientano le scelte elettorali degli italiani e decidono la contesa tra i partiti. La partecipazione al voto è stata, comunque, sempre "molto alta": il 90 percento degli aventi diritto fino alla fine degli anni Settanta, scesa al minimo storico nel 2001, con l’81,4 percento, poi risalita all’83 percento nel 2006. Il 32 percento decide chi votare soltanto durante la campagna elettorale. Soprattutto i giovani: il 35 per cento nelle elezioni del 2001, il 41 percento nel 2006. Di questi, il 25 percento non aveva alcuna idea di voto all’inizio della campagna elettorale. (segue)