"La dichiarazione di Benedetto XVI è una dichiarazione che una autorità religiosa e spirituale non può esimersi dal fare perché la non violenza fa parte di tutte le tradizioni religiose e quindi è ben venuta perché trova sulla stessa lunghezza d’onda tutti coloro che oggi sono in ansia per la situazione del popolo tibetano". Con queste parole il ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce, monaco buddista di tradizione tibetana fondatore e guida spirituale del centro studi tibetani Mandala di Milano, ha accolto l’appello lanciato oggi dal Papa a favore della popolazione tibetana. "Siccome i buddisti credono nella preghiera ha aggiunto il monaco buddista – ci auguriamo che insieme alla dichiarazione del Papa, tutti i cristiani del mondo possano trovarsi uniti in un momento di intensa spiritualità mandando energie positive perché gli auspici di coloro che vogliono risolvere la questione tibetana si possano avverare". "Il mio messaggio aggiunge il Lama – è che non soltanto non si dimentichi il popolo tibetano ma non si dimentichino tutti coloro che a causa della violenza soffrono. Il modo migliore per sostenere queste popolazioni è quello della preghiera che possa costituire la base per un rinsavimento delle genti. Chiudiamoci nella nostra interiorità e preghiamo per quanto siamo capaci di fare perché questo darà senz’altro un risultato".