Sono"due i compiti che definiscono l’essenza del ministero sacerdotale", secondo quanto scritto nel Libro del Deuteronomio e ripreso nel Canone II del Messale: "astare coram te et tibi ministrare" (stare davanti a te e a te servire). LO ha detto, stamattina, Benedetto XVI nell’omelia della messa crismale, in corso nella basilica vaticana. In primo luogo, dunque, "lo stare davanti al Signore", il che significa porre "l’Eucaristia come centro della vita sacerdotale". "Il sacerdote ha spiegato il Papa – deve essere uno che vigila. Deve stare in guardia di fronte alle potenze incalzanti del male. Deve tener sveglio il mondo per Dio. Deve essere uno che sta in piedi: dritto di fronte alle correnti del tempo. Dritto nella verità. Dritto nell’impegno per il bene. Lo stare davanti al Signore deve essere sempre, nel più profondo, anche un farsi carico degli uomini presso il Signore che, a sua volta, si fa carico di tutti noi presso il Padre. E deve essere un farsi carico di Lui, di Cristo, della sua parola, della sua verità, del suo amore. Retto deve essere il sacerdote, impavido e disposto ad incassare per il Signore anche oltraggi". Il sacerdote, dunque, "deve essere una persona retta, vigilante, una persona che sta dritta. A ciò "si aggiunge, poi, il servire". (segue)