"Come il dolore ti penetra dentro e ti mangia le speranze o le illusioni osserva mons. Mazza – subito avverti di essere ben poca cosa, di valere niente, perché sei totalmente nelle mani di altri… nella speranza che siano bravi, buoni e pazienti". La caduta, per il presule, è diventa un’opportunità di riflettere sul disegno di Dio su di lui: "Povero vescovo, che fortunato afferma -! Sei stato visitato dal Signore per essere con lui crocifisso e risorto nel tempo sacro della Quaresima, per essere partecipe della pasqua del tuo popolo fidentino. Al ripensarci mi sento commuovere e insieme mi sento gioire". "Ho ricevuto conclude mons. Mazza – un dono inatteso, non programmato. Ho ricevuto un segno dal cielo, ho gustato la gioia dell’amabilità del mio clero, delle religiose e dei religiosi, ma soprattutto l’affetto sereno e convincente del mio popolo. In tal modo è prevalsa la comune e vicendevole consolazione segno dell’unico amore di Dio. E’ emersa la benedizione di quel Dio che mai abbandona il suo popolo e il suo pastore".