DIOCESI: MONS. MAZZA (FIDENZA), "UN DONO INATTESO"

"Il dolore è un male da provare. Non lo si insegna. Dentro le spire misteriose del dolore si misura la piccolezza e l’estrema fragilità dell’uomo". A dichiararlo è il vescovo di Fidenza, mons. Carlo Mazza, che il 1° marzo è caduto sul ciglio della strada che delimita il seminario e si è ritrovato, così, ricoverato nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Vaio. "E’ vero – prosegue il presule – l’uomo è il suo dolore, e il dolore è la via della conoscenza perfetta. L’ho sentito attraversare il mio corpo e lambire il fondo dell’anima, come un tormento pervadente e ostile, senza chiedermi scusa, quasi arrogante e onnipotente e così da corrodere le mie certezze, la mia abituale armonia". Forse, la caduta "ci voleva" per "riprendere il cammino dell’umiltà, per ridisegnare le vere traiettorie della vita, per rievidenziare su di me il disegno di Dio più che i tratti della mia disinibita sapienza umana". Per il vescovo, "il dolore rimette ogni cosa a suo posto" e "la sua ‘lezione’ vale per tutti, per quelli che si credono già ‘arrivati’ e più che intelligenti sulla media umana e per quelli che ritengono di essere ‘soddisfatti’ di quel che sono". "Per tutti – riflette mons. Mazza – il dolore spariglia pensieri e strategie, ambizioni e progetti, fede e non fede, di agnostici, di benpensanti e di cristiani sicuri". (segue)