"La discriminazione razziale non è deleteria soltanto per le vittime, ma danneggia e pregiudica l’intera società": Terry Davis, segretario generale del Consiglio d’Europa, interviene in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, che si celebra il 21 marzo. Secondo il dirigente CdE, "una società che ignora, tollera o pratica la discriminazione" è "una società male organizzata e profondamente instabile". Davis ricorda alcuni concetti-chiave emersi dalla conferenza organizzata lo scorso anno dal CdE a Strasburgo che aveva identificato la discriminazione quale "fattore che contribuisce alla diffusione dell’estremismo politico e della violenza. La conferenza ha constatato che le misure anti-terroristiche che generano discriminazioni legate a razza, lingua, religione o origine etnica, si dimostrano col passare del tempo controproduttive e inefficaci". Da qui la conclusione: "I nostri governi hanno la responsabilità di proteggere i cittadini dal terrorismo, ma affinché le loro azioni siano efficaci, essi devono agire nel rispetto delle leggi e dei valori fondamentali della nostra società. La non-discriminazione è uno di questi valori".