"Se l’unità dei discepoli deve essere un riflesso dell’unità tra il Padre e il Figlio ha proseguito padre Cantalamessa – essa deve essere anzitutto una unità d’amore, perché tale è l’unità che regna nella Trinità". Per Cantalamessa, "la cosa straordinaria, circa questa via all’unità basata sull’amore, è che essa è già ora spalancata davanti a noi. Non possiamo «bruciare le tappe» circa la dottrina, perché le differenze ci sono e vanno risolte con pazienza nelle sedi appropriate. Possiamo invece bruciare le tappe nella carità, ed essere uniti, fin d’ora". A tal proposito, Cantalamessa ha portato l’esempio di Chiara Lubich, "fondatrice del Movimento dei focolari" che "questa settimana abbiamo accompagnato alla sua dimora eterna. Ella è stata una pioniera e un modello di questo ecumenismo spirituale dell’amore. Ha dimostrato che la ricerca dell’unità tra i cristiani non porta alla chiusura verso il resto del mondo; è anzi il primo passo e la condizione per un dialogo più vasto con i credenti di altre religioni e con tutti gli uomini che hanno a cuore le sorti dell’umanità e della pace". Per il predicatore della casa pontificia, "ciò che potrà riunire i cristiani divisi sarà solo il diffondersi tra di essi, per opera dello Spirito Santo, di un’ondata nuova di amore per Cristo. È ciò che sta avvenendo nella cristianità e che ci riempie di stupore e di speranza". (segue)