"La lieta notizia da proclamare il Venerdì Santo è che l’unità (della Chiesa, ndr), prima che un traguardo da raggiungere, è un dono da accogliere". Lo ha affermato il predicatore della casa pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, durante l’omelia della celebrazione della Passione del Signore, presieduta da Benedetto XVI nella basilica vaticana. Commentando un versetto del Vangelo di Giovanni (19,23-24), dove viene descritto quanto accade dopo la crocifissione di Cristo, padre Cantalamessa ha sottolineato che "la tunica" di Gesù "era senza cuciture". Un fatto, questo, che ha spiegato Cantalamessa "simboleggia l’unità della Chiesa". La tunica, ha aggiunto, "era l’indumento intimo, portato a diretto contatto con il corpo. Un simbolo anche questo. Noi uomini possiamo dividere la Chiesa nel suo elemento umano e visibile, ma non la sua unità profonda che si identifica con lo Spirito Santo. La tunica di Cristo non è stata e non potrà mai essere divisa". Riflettendo ancora sull’unità, padre Cantalamessa ha detto: "Se l’unità deve servire da segno «perché il mondo creda», essa deve essere una unità anche visibile, comunitaria. È questa unità che è andata perduta e che dobbiamo ritrovare. Essa è ben più che dei rapporti di buon vicinato; è la stessa unità mistica interiore, in quanto accolta, vissuta e manifestata, di fatto, dai credenti". (segue)