EUTANASIA: MORTE DI CHANTAL SEBIRE, IL DOLORE DEI VESCOVI FRANCESI

Il "dolore" dei vescovi francesi per la morte di Chantal Sebire, la donna francese trovata morta ieri nella sua casa a Dijon dopo una lunga ed estenuante. "Di fronte a casi simili – dice il vescovo di Dijon, mons. Roland Minnerath – non vorremmo passare per coloro che danno lezioni, ma presentarci come fratelli in umanità che aiutano a discernere il cammino verso la luce". "Chiedere ad una persona il gesto che ci priva della vita, è un grido di disperazione. Ma anche una richiesta di aiuto". Il vescovo precisa che "sopprimere la sofferenza è una cosa, sopprimere la vita è un’altra" e che nel caso di Chantal "il nostro giudizio non può essere condizionato unicamente dalla emozione e sua amplificazione mediatica perché è in gioco il valore che diamo alla nostra stessa umanità". Il vescovo elenca a questo punto gli "elementi di discernimento" che la Chiesa consiglio in caso di una malattia incurabile: terapia del dolore; interruzione dei trattamenti che non danno speranza di guarigione; evitare ogni accanimento terapeutico. "Questo atteggiamento – osserva il vescovo – è ben differente da quella che consiste nel decidere il momento della morte e di darla". "Parlare di ‘una eccezione di eutanasia’ significa aprire una breccia" nella "nozione stessa di inviolabilità della vita umana".(segue)