"Sono risorto e sono ancora e sempre con te". In queste parole "al sorgere del sole di Pasqua, la Chiesa riconosce la voce stessa di Gesù che risorgendo da morte si rivolge al Padre colmo di felicità". Così inizia il messaggio "Urbi et Orbi" che Benedetto XVI ha rivolto questa mattina alla città di Roma e al mondo ricordando che Pasqua è "un evento sorprendente " che "ha cambiato il corso della storia" e dal quale "ci viene un invito a vivere rifiutando l’odio e l’egoismo". "Fratelli e sorelle cristiani di ogni parte del mondo – ha esclamato il Papa – uomini e donne di animo sinceramente aperto alla verità! Che nessuno chiuda il cuore all’onnipotenza di questo amore che redime! Gesù Cristo è morto e risorto per tutti: Egli è la nostra speranza! Speranza vera per ogni essere umano". Il Risorto "invia anche noi dappertutto come testimoni della sua speranza e ci rassicura: Io sono con voi sempre, tutti i giorni, fino alla fine del mondo". In questa prospettiva "possiamo capire il senso e il valore della sofferenza, possiamo lenire le tante ferite che continuano ad insanguinare l’umanità". Nello sguardo di Cristo risorto, ha sottolineato Benedetto XVI, incontriamo "la risposta all’anelito più profondo del nostro cuore: conoscere Dio e stringere con Lui una relazione vitale, che colmi del suo stesso amore la nostra esistenza e le nostre relazioni interpersonali e sociali".