"Le persone battezzate e credenti non sono mai veramente estranee l’una per l’altra", ha proseguito Benedetto XVI all’omelia della veglia pasquale di ieri. "Possono separarci continenti, culture, strutture sociali o anche distanze storiche – ha detto il Papa – ma quando c’incontriamo, ci conosciamo in base allo stesso Signore, alla stessa fede, alla stessa speranza, allo stesso amore, che ci formano, allora sperimentiamo che il fondamento delle nostre vite è lo stesso. Sperimentiamo che nel più profondo del nostro intimo siamo ancorati alla stessa identità, a partire dalla quale tutte le diversità esteriori, per quanto grandi possano anche essere, risultano secondarie". In quanto credenti, ha ribadito, "siamo in comunione a causa della nostra identità più profonda: Cristo in noi. Così la fede è una forza di pace e di riconciliazione nel mondo: è superata la lontananza, nel Signore siamo diventati vicini".