ALITALIA: FONTANA (OSSERVATORIO VAN THUAN), "COSI’ DIVISI NON SI VOLA"

"Un grande caso di malaitalianità": così Stefano Fontana, direttore dell’osservatorio internazionale "Van Thuan" definisce la vicenda Alitalia. In una nota su old.agensir.it, dal titolo "Così divisi non si vola", Fontana ripercorre gli ultimi quattro anni della compagnia di bandiera, osservando che "chi voglia cercare il colpevole" di questa "drammatica situazione" rischia "di trovarne dodici, come Poirot in ‘Assassinio sull’Orient Express’". Nell’autunno del 2004, rammenta l’economista, "Alitalia costava più di altre compagnie, era isolata e troppo piccola per il mercato odierno, aveva un personale eccedente in ogni settore ma soprattutto in quello a terra, non aveva un piano industriale, ossia non sapeva chi volesse essere, cosa volesse fare, dove volesse andare". E "in quattro anni niente è cambiato – sottolinea – se non che le trattative con Lufthansa sono naufragate, che varie cordate italiane si sono sfaldate come neve al sole" e che – questo sì un fatto veramente nuovo – "la crisi Alitalia ha messo in luce la crisi di Malpensa e ha messo a nudo la scarsa capacità degli italiani di fare squadra tra loro. Malpensa interessa il Nord, si diceva e si dice, noi abbiamo Fiumicino. Malpensa interessa Milano, si diceva e si dice, noi veneti abbiamo Venezia e Treviso. Senza pensare che né l’uno né l’altro dei nostri aeroporti vale se non in un sistema". (segue)