In Italia la spesa annuale destinata al gioco d’azzardo è superiore ai 42 miliardi di euro e il dato preoccupante è che la "rincorsa" al gioco penalizza soprattutto la fasce meno abbienti della popolazione. I servizi pubblici e le associazioni riscontrano infatti un aumento delle richieste da parte di chi ha problemi con il gioco e si dotano di gruppi di lavoro appositi. Secondo gli studi internazionali una percentuale tra l’1 e il 3% della popolazione potrebbe essere interessata da un problema di gioco d’azzardo patologico. Per fare fronte a questa nuova situazione il Gruppo Abele organizza a Torino il 28 marzo un incontro di esperti e una conferenza stampa (ore 12.45, corso Trapani, 91/b) per riflettere sul fenomeno e presentare i primi dati di una rilevazione nazionale sulle persone che hanno chiesto aiuto per problemi collegati al gioco. "Tra i molti fattori che favoriscono una crescita del fenomeno spiega Mirta Da Pra Pocchiesa, del Gruppo Abele – vi è certamente la rapida diffusione in contesti di quotidianità (bar, stazioni, ecc.) di giochi d’azzardo pubblici (slot machine, ‘gratta e vinci’, ecc.) e la forte azione promozionale che caratterizza queste forme di gioco".