LEGGE 194: COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII, NO ALLE "LINEE GUIDA" (2)

"Per fare una vera prevenzione", sostiene l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, "occorrono tre cose: tempi, risorse e procedure", che "riguardo all’aborto mancano", visto che nella 194 "non esistono né sono mai esistiti fondi specifici a sostegno delle maternità difficili"; senza contare che "i tempi per il colloquio che la donna ha al consultorio sono molto ristretti" e "l’unico colloquio è fatto da un ginecologo". Nelle linee-guida sulla 194, denuncia in sintesi l’associazione, "tutto si riduce ad un’alasi di aspetti sanitari", mentre manca del tutto la prevenzione, prevista peraltro nell’articolo 5 della stessa legge, che esorta ad "esaminare le possibili soluzioni dei problemi proposti; aiutare la donna a rimuovere le cause che la porterebbero all’interruzione della gravidanza; metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre; promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, sia durante la gravidanza sia dopo il parto". Nelle attuali linee-guida, denuncia inoltre l’associazione, non c’è "nessuna parola sui bambini, quasi che nell’aborto non ci sia anche la loro vita in gioco". Infine, l’associazione contesta la richiesta che "sia presente un medico non obiettore in ogni distretto sanitario", e si chiede: "verrà fatto mobbing sugli medici obiettori in servizio?".