"Il documento proposto alle Regioni dimentica totalmente il tema della prevenzione postconcezionale insiste Casini – , dando per scontato ed ineluttabile che ogni gravidanza non desiderata sfoci nell’aborto. Il ministro mostra di voler ignorare l’esperienza dei Centri di aiuto alla vita (un’espressione autorevole, comunque la si guardi, della società civile) che prova il contrario". "Come se non bastasse si legge ancora nella nota – il documento ignora deliberatamente le conclusione della commissione Affari sociali della Camera che, sul finire della passata legislatura, aveva lungamente lavorato sulla legge 194 e omette un adempimento che sarebbe stato indispensabile quale l’audizione delle parti sociali. E’ dimenticato anche l’orientamento della Corte Costituzionale espresso nella sentenza n. 35/97". Ma quello che fa più male" conclude Casini "è che, in un’ottica tutta burocrazia ed ideologia, viene scientemente dimenticato il bambino e la vera libertà della madre spesso costretta all’aborto dalla pressione dell’ambiente e dei media".
Di qui l’invio a tutti gli assessori regionali della Sanità di una dettagliata critica al testo ministeriale e la richiesta di sospensione "di ogni decisione al riguardo per rendere possibile una decisione più pacata, partecipata, ragionata di quanto sia possibile in piena campagna elettorale".