Un segnale di "comunione" cristiana. Così mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca definisce il messaggio che il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Alessio II ha inviato nei giorni scorsi al Papa Benedetto XVI e ai rappresentanti delle Chiese cristiane per la Pasqua. "Credo dice mons. Pezzi – che questo messaggio vada visto nella sua giusta luce, senza particolari dietrologie. E la giusta luce credo sia quella della Pasqua per cui nella vita del cristiano, Croce e Resurrezione sono sempre unite. In questo senso mi sembra un segnale non tanto politicamente di apertura o di dialogo quanto cristianamente di un desiderio di rapporto di comunione, dimostrato dal fatto che pur vivendo quest’anno una distanza così grande tra le due Pasque secondo i calendari gregoriano e giuliano, questo non ci impedisce di fare memoria del comune evento della Pasqua pur dentro un momento diverso. Per noi è già Pasqua, per gli ortodossi e le altre Chiese orientali è ancora il periodo di Quaresima e di grande digiuno. Questo, tra l’altro, potrebbe porre la domanda se non valesse la pena pensare anche per noi ad una comunione di date come avviene per esempio in Grecia. Ma questo certo è un problema che non possiamo risolvere ora. Penso comunque che questo augurio del Patriarca al Papa vada letto in questa luce cristiana, pasquale".