Una visita di solidarietà in Sudan: a compierla, da domani al 2 aprile, sarà una delegazione ecumenica internazionale guidata dal pastore Samuel Kobia, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec, 349 Chiese protestanti, ortodosse e anglicane). Quattro i gruppi in cui si dividerà la delegazione, diretti, rispettivamente, in Darfur, a Khartoum, a Rumbek e a Yambio, prima di incontrare una cinquantina di responsabili di Chiese, oltre a donne e giovani sudanesi per una conferenza di tre giorni a Giuba (31 marzo-2 aprile). "Visitare parrocchie cristiane, organizzazioni della società civile e umanitarie, sfollati e personalità politiche spiegano dal Cec permetterà alla delegazione di scoprire preoccupazioni, speranze e bisogni di questi gruppi", dopo l’accordo di pace del 2005 seguito alla guerra civile durata 20 anni tra il Nord e il Sud del Paese (2 milioni di morti e 4 milioni di profughi). La visita è organizzata anche dalla Conferenza delle Chiese di tutta l’Africa (Ceta). Saranno i responsabili di Act-Caritas Darfur ad assicurarne lo svolgimento in quest’ultima regione, teatro dal 2003 di conflitti permanenti tra gruppi ribelli e milizie del governo. Questa visita si solidarietà si inscrive nell’ambito del progetto "Lettere viventi" del Cec e del Programma ecumenico di eminenti personalità per la pace in Africa (Ererra) della Ceta.