"Negli anni in cui Padre Gemelli e il gruppo di amici che lo circondava diedero vita all’Ateneo del Sacro Cuore si legge nel messaggio della Cei – il cattolicesimo italiano alimentò un forte filone di cultura popolare, da cui sono nati molteplici opere". E si deve proprio ad Armida Barelli, oltre all’istituzione della Giornata, "l’intuizione di far sostenere l’Università da un rete di sostenitori diffusa sul territorio, mediante la costituzione dell’Associazione degli Amici. "Ogni istituzione di livello universitario, in Italia e in tutta l’Europa sostengono i vescovi – deve fare fronte a richieste diverse e apparentemente contraddittorie: formare un numero sempre più elevato di giovani, senza mortificare la qualità dell’offerta accademica, garantendo nel contempo una preparazione specialistica di eccellenza agli studenti che dovranno domani assumere compiti direttivi nella società". L’Università Cattolica, per la Cei, "è in prima linea nell’affrontare questa sfida e può attingere alla sua storia per elaborare soluzioni efficaci a domande complesse": nato, infatti, come "evento di popolo", l’ateneo cattolico non è mai "venuto meno" a tali "radici", pur senza rinunciare "a progettare percorsi di alta formazione per i giovani che costituiranno la classe dirigente di domani e a proseguire senza sosta nel cammino della ricerca scientifica". (segue)