Dal 27 marzo si riuniranno a Roma gli interpreti e mediatori culturali che assistono gli immigrati richiedenti asilo che sbarcano sulle coste italiane per tre giorni di aggiornamento e formazione. Sono oltre 400, in maggioranza immigrati e parlano oltre 80 lingue ed idiomi. Collaborano con le sette Commissioni territoriali e la Commissione nazionale per il Diritto d’Asilo. Sono loro che, insieme ai membri delle commissioni, incontrano per primi a Roma, Milano, Gorizia, Foggia, Crotone, Trapani e Siracusa le migliaia di immigrati che sbarcano sulle coste meridionali o che attraversano i confini terrestri ed aeroportuali chiedendo asilo politico. "La loro voce spiega la Caritas di Roma – è spesso il primo conforto ed orientamento per coloro che, dopo numerose peripezie, attendono la propria sorte all’interno di un Centro di Accoglienza e Identificazione". La figura dell’interprete/mediatore ha infatti un ruolo fondamentale nell’ambito delle Commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato, con funzioni non solo tecnico-linguistiche "ma come facilitatore dell’incontro tra culture", precisa la Caritas: "L’interprete/mediatore è indispensabile ai fini della comprensione, da parte di coloro ai quali compete la decisione di concedere l’asilo, di tutte le circostanze e condizioni riguardanti il richiedente e la relativa normativa giuridica in materia". ” ” ” “