Sono state definite dai media "staminali etiche", ed in Giappone sono le "nuove frontiere" della bioetica, poiché hanno le stesse proprietà delle cellule staminali embrionali ma la loro produzione non richiede la distribuzione di embrioni umani. A descrivere in un’intervista sull’Osservatore Romano di oggi, che porta la data di domani la tecnica scoperta da Shinya Yamanaka, il ricercatore dell’Università di Kyoto che è riuscito a "ringiovanire" cellule della pelle di un adulto, fino a uno stadio prossimo a quello embrionale, è l’ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, Kagefumi Ueno, che parte da una constata zone: "il senso dell’evidenza della vita e della morte è molto forte nella cultura tradizionale nipponica", perché "i giapponesi hanno una spiccata sensibilità per ciò che essi percepiscono come ‘evidente’; anche se non è tangibile, anche se non è palpabile". In questo senso, ci tiene a sottolineare l’ambasciatore, "la posizione del Giappone non può essere accomunata, per ingiustificata semplificazione, a quella di altri Paesi vicini come la Cina e la Corea del sud. La natura è un elemento base della cultura tradizionale giapponese. I nipponici nutrono il massimo rispetto verso le leggi naturali e questo rispetto li rende molto cauti verso ogni processo umano capace di alterarle". (segue)