CASO THOMAS BEATIE: PESSINA (UNIV. CATTOLICA), "ABUSO" E "VIOLENZA PSICOLOGICA" (2)

Secondo Pessina "lo spazio pubblico dell’etica non può rinunciare a usare i criteri del biasimo e della lode per demarcare i confini della legittimità dell’agire umano che si esercita nella società. E in questo caso, rompendo le barriere della presunta neutralità del politicamente corretto, occorre con chiarezza biasimare e condannare questa scelta tragica di considerare i figli come un puro strumento delle irrisolte pulsioni psichiche di un individuo e di una coppia, alla ricerca confusa di esperienze che sostituiscano identità perdute". Un evento che che, sottolinea Pessina, non si può liquidare "né come un puro fenomeno di morbosa curiosità (diffondendo le sconcertanti immagini del sig. Beatie), né come una vicenda privata di una coppia decisamente anomala. La richiesta di riconoscimento pubblico di queste scelte (di diventare uomo e di partorire come donna) richiede una valutazione altrettanto pubblica". "E in questo senso – conclude – non ci si può sottrarre a un giudizio negativo".